Cerca

Con il Governo Draghi un nuovo inizio per la transizione ecologica in Italia


Il 12 febbraio 2021 Mario Draghi ha accettato l’incarico di formare un nuovo Governo. Con il Governo Draghi nasce in Italia anche il Ministero per la Transizione Ecologica che sarà guidato dal fisico Roberto Cingolani (qui trovate un articolo che riepiloga il suo percorso professionale).


La scelta è avvenuta dopo i colloqui che Mario Draghi ha avuto, tra gli altri, anche con le Organizzazioni Non Governative e, in particolare, con il presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, il presidente e il direttore di Greenpeace Italia, Ivan Novelli e Giuseppe Onufrio, e il presidente e direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani e Giorgio Zampetti.


Il neo-nato Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica sostituisce il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare all’interno del quale esisteva già un dipartimento per la transizione ecologica che come descritto dal sito “cura le competenze del ministero in materia di economia circolare, contrasto ai cambiamenti climatici, efficientamento energetico, miglioramento della qualità dell’aria e sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale ambientale, valutazione e autorizzazione ambientale e di risanamento ambientale”.


Tuttavia, al nuovo dicastero è affidata una responsabilità ben più ampia quantomeno in termini di fondi da amministrare. Parliamo della gestione dei circa 69 miliardi previsti come capitolo di spesa dal Piano Nazionale per accedere ai fondi del Next Generation Ue (ossia il 37% dei fondi che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund).


Il Ministero della Transizione Ecologica esiste già in Francia e in Spagna e diverse forze politiche italiane avevano espresso la necessità di seguire l’esempio degli altri Stati Membri dell'Unione Europea nel porre al centro del nuovo governo la “riconversione ecologica”.


Tutti (o quasi) d’accordo quindi con la scelta di Mario Draghi di istituire il nuovo Ministero anche se la sfida è tutt’altro che semplice da superare: sarà necessario “unire le forze” creando un piano che coinvolga l’economia, l’energia, i trasporti, la fiscalità, le regole imposte al mondo della finanza, al settore industriale, a quello delle costruzioni.


Per rendere l’Italia più sostenibile e fare della transizione ecologica un’opportunità, anche per le imprese, sarà necessario selezionare con cura i progetti sui quali concentrare l’investimento dei fondi europei e, come suggerito anche dalle tre associazioni ambientaliste ricevute da Mario Draghi (Wwf Italia, Greenpeace Italia e Legambiente), aprire ad una nuova stagione di riforme trasversali, partecipazione dei cittadini e condivisione territoriale. Le proposte riguardano semplificazioni sull’economia verde e controlli pubblici efficaci coadiuvati da un maggiore coinvolgimento dei cittadini (ad esempio valutando una nuova legge sul dibattito pubblico che riguardi le opere per la transizione verde). Inoltre, bisognerà garantire all’Unione Europea qualità dei progetti, velocità di spesa e certezza del rispetto delle regole definite per l’utilizzo dei fondi.


Per salvare il Pianeta e, quindi, il nostro futuro, sarà necessario un maggior coinvolgimento comune, un’azione corale di istituzioni e singoli cittadini “whatever it takes”, parafrasando un’espressione di Mario Draghi, oramai nota.


La sostenibilità ambientale è finalmente al centro del dibattito politico-istituzionale e questo è l’inizio di un percorso di cambiamento non solo ambientale ma anche culturale in cui credere perchè migliorerà la vita di tutti.

54 visualizzazioni2 commenti

Post recenti

Mostra tutti