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Finanza responsabile: un’occasione per allineare i flussi finanziari ai valori ESG


Negli ultimi anni l’allocazione di capitale su investimenti sostenibili è aumentata in maniera consistente e, nei prossimi anni si prevede un ulteriore aumento del patrimonio gestito in investimenti sostenibili.


Nonostante le prospettive allettanti, il contesto di riferimento risulta tutt’altro che stabile: si caratterizza per la mancanza di definizioni condivise (non esistano standard internazionali per l’identificazione di green bond, Sustainable Bond e social bond - per maggiori dettagli leggi anche “Il debutto dei BTP Green sul mercato finanziario italiano”), la scarsità di metriche per misurare gli impatti positivi degli investimenti sostenibili e l’utilizzo di politiche di marketing eco-friendly non supportate da dati veri (cosidetto"greenwahing"), su cui negli ultimi anni ha acceso i fari l’Autorità Antitrust, che più volte l’ha sanzionato come “pratica commerciale scorretta” (per maggiori approfondimenti leggi anche “Liti da climate change, scendono in campo gli studi legali”).


Per sostenere la crescita degli investimenti sostenibili le Autorità regolamentari hanno definito una roadmap normativa in modo da definire regole che garantiscano un linguaggio comune e una maggiore trasparenza sugli impatti degli investimenti in progetti sostenibili (per i dettagli leggi anche la sezione "Normativa" di ToWorldGreen.com). Oltre alla Commissione Europea che il 22 giugno 2020 ha pubblicato il report finale dedicato alla tassonomia delle attività sostenibili (EU taxonomy for sustainable activities), anche la Banca Centrale Europea e l'Autorità di Condotta Finanziaria stanno lavorando all’emanazione di specifica regolamentazione che, se da un alto contribuirà alla strutturazione del contesto di mercato, dall’altro richiederà sempre maggior impegno da parte degli operatori di mercato. Gli Asset Manager dovranno identificare i fattori chiave della normativa e monitorarne l’evoluzione. Gli investitori dovranno indirizzare al meglio gli investimenti sui prodotti commercializzati.


L’impegno degli operatori del mercato finanziario è indispensabile per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea per il 2030. Secondo le stime della Commissione Europea l’implementazione del piano per il raggiungimento degli obiettivi fissati richiederà fino a 260 miliardi di euro di nuovi investimenti annui nel prossimo decennio (stima che non tiene conto delle risorse aggiuntive necessarie per gli obiettivi per il 2040 e per ottenere la neutralità delle emissioni di carbonio nel 2050).


Per stimolare gli investimenti necessari è essenziale che gli strumenti finanziari offerti ai risparmiatori siano affidabili e facilmente comprensibili e che gli investitori siano in grado di monitorare i progetti d’investimento e di valutare la loro redditività utilizzando metriche condivise. Per farlo occorrono criteri di sostenibilità univoci a livello internazionale e dati esaustivi sull’effettiva rispondenza degli investimenti a questi criteri di sostenibilità.


Oggi il set informativo disponibile non è sufficiente per sostenere una crescita dei progetti d’investimento sostenibili tale da ridurre le vulnerabilità sociali e di contrastare i rischi climatici (ad esempio, i rating ESG relativi alle singole aziende elaborati da diversi analisti fanno riferimento a metodologie disomogenee e risultano tra loro poco correlati).


Per questo motivo sarà necessario, per tutti gli operatori di mercato, seguire l’evoluzione normativa e accelerare le attività di allineamento alla regolamentazione in modo da accedere alle risorse del programma Next Generation EU e rilanciare la crescita economica, orientandola verso percorsi sostenibili.


Si tratta di un’occasione unica per riconciliare lo sviluppo economico con i valori ambientali, etici e sociali!

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