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Green Deal: a un anno dalla presentazione inizia l'analisi dei primi risultati


L’11 dicembre 2019 Ursula Von Der Layen ha presentato al Parlamento dell’Unione Europea il progetto per rendere l'Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. L’iniziativa tanto ambiziosa quando vitale che ha come principale obiettivo quello di salvaguardare la salute e la qualità della vita dei cittadini europei prevede anche un piano d’azione per stimolare l’economia.

Il l primo piano europeo sul clima, “European Green Deal” anche detto “Green New Deal” rappresenta un patto tra gli stati membri dell’Unione Europea per il raggiungimento della neutralità climatica. Il piano prevede l’erogazione di 100 miliardi di euro l’anno di fondi finanziati da enti pubblici e privati che gli stati membri dovranno investire per la incentivare la riconversione energetica in tutti i settori economici.

Come tutte le grandi iniziative, anche il Green New Deal ha incontrato molte resistenze soprattutto dai paesi che fondano la loro economia sull’industria del carbone (es. Repubblica Ceca e Ungheria). Tanti sono anche i nodi amministrativo-burocratici ancora da sciogliere. Uno tra gli altri riguarda l’Energy Charter Treaty, un piano istituito alla fine della Guerra Fredda per supportare le compagnie energetiche occidentali che investivano negli stati ex sovietici, che potrebbe entrare in conflitto con alcuni obiettivi del Green New Deal.


C’è da dire però che a un anno dalla presentazione dell’iniziativa:

- è stata formalizzata la legge europea sul clima che prevede la riduzione, entro il 2030, del 60% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990

- è stato approvato il piano d’azione per l’economia circolare che si pone come obiettivo il riciclo del 55% dei rifiuti urbani e il 65% dei rifiuti da imballaggio entro il 2025

- sono stati stanziati 20 miliardi di euro all’anno per la tutela delle biodiversità

- è stata prevista una piantumazione di 3 miliardi di alberi entro il 2010


I primi risultati ci sono così come gli obiettivi per il 2021 durante il quale è prevista:

- la revisione della legislazione in materia di clima e di energia

- la modifica del regolamento sulla reti dei trasporti europei

- lo stanziamento di fondi per la progettazione ecocompatibili e di prodotti sostenibili

· la regolamentazione di additivi alimentari innovativi per ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento.


Per parafrasare la Presidentessa della Commissione Europea è l’inizio di un lungo viaggio renderlo memorabile dovrebbe essere uno dei buoni propositi di tutti i cittadini europei.

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