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Greta Thumberg: eroina contemporanea oppure operazione di marketing ben riuscita?

Qualunque sia la vostra opinione, il messaggio di Greta è valido e va ascoltato. Come? Ad esempio guardando il film documentario "I am Greta".



Le opinioni su Greta Thunberg sono discordanti. Certo, oramai ognuno di noi conosce la sua “immagine”, quella della giovane attivista che lotta contro i cambiamenti climatici, o almeno ha sentito parlare di lei, ma il livello di scetticismo rispetto al valore del suo operato è ancora alto.

Il film documentario “I am Greta”, presentato alla mostra del cinema di Venezia e disponibile su Amazon Prime, racconta la storia di Greta attraverso immagini girate in real time dal regista Nathan Grossman. Grossman infatti ha iniziato a girare le immagini nel 2018 non appena ha saputo, da amici vicini ai genitori di Greta, dell’inizio dello sciopero della giovane ambientalista davanti al Parlamento svedese.

Greta ha quindici anni quando inizia a scioperare dalla scuola per il Pianeta. Protesta affinché la questione climatica rientri nel programma elettorale dei politici del suo paese. Distribuisce fogli informativi con dati e fonti sugli impatti della crisi climatica: inizia da sola una battaglia importante per tutti.

Il messaggio di Greta, nonostante (o forse grazie) la sua giovane età e la sindrome di Asperger con la quale convive, diventa sempre più presente e condiviso.

Nel 2019 Greta inizia a girare il mondo (con il treno o l’auto elettrica), partecipando a eventi istituzionali per rappresentare la gravità della situazione climatica del Pianeta e la necessità di intervenire.

Utilizza un linguaggio forte. Non risparmia le critiche e denuncia le istituzioni che hanno trascurato il tema della sostenibilità ambientale. In questo modo richiama l’attenzione dei media che diventano per lei e per il suo messaggio una vera e propria cassa di risonanza.

L’evento più significativo e simbolico, anche a livello mediatico, è il viaggio attraverso l’Atlantico a bordo della Malizia II, la barca a emissioni zero di Pierre Casiraghi. Accompagnata, come sempre, dal padre Svante, Greta partecipa al summit dell’Onu sulle emissioni zero per promuovere, con l’intensità che la contraddistingue, il suo messaggio “verde”.

Il film racconta anche della vita della protagonista oltre l’attivismo, nel suo privato. Le immagini riprese durante gli eventi istituzionali mostrano una Greta seria, preparata e determinata a difendere la causa ambientale. Ma Greta è una teenager e, ogni giorno, deve affrontare le sfide della sindrome di Asperger (che comporta disturbi ossessivo compulsivi e mutismo selettivo).

La forza di Greta sta nella conoscenza delle cause e delle conseguenze della crisi climatica, nell’integrità e nella convinzione con la quale sostiene la causa ambientale.

C’è chi sostiene che Greta sia un’operazione di marketing ben riuscita. Ebbene se anche fosse solo questo, a Greta (o alla sua immagine) resta comunque il merito di aver reso “popolare” una questione importante, che riguarda il futuro di tutti.

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