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Impresa e sostenibilità ambientale: una leva strategica per il successo


Nel 2020 il 38% degli italiani si dichiara appassionato al tema della sostenibilità e un altro 34% si dice interessato. Complessivamente, possiamo quindi dire che 36 milioni di italiani (su 50,6 milioni di maggiorenni) si sentono coinvolti quando si parla di sostenibilità. Questo è uno dei dati più significativi emersi dal 6° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile.


In altre parole, gli italiani, soprattutto i più giovani, stanno imparando a fare scelte sostenibili, distinguono le aziende “responsabili” dalle altre e sono pronti a premiarle sia in termini di consumi, perché preferiscono acquistare prodotti e servizi con un impatto positivo sull’ambiente, sia per in termini di percorso professionale, perché per la loro carriera prediligono le aziende che si impegnano a ridurre l’impatto negativo sul Pianeta.


Dal punto di vista delle imprese la maggiore sensibilità dei consumatori ai fattori ESG (Environmental, Social, Governance - fattori ambientali, sociali e di governance) si traduce nella necessità di includere la sostenibilità ambientale nella mission e nella strategia aziendale perché il mercato, sia dei consumatori che degli investitori, premia le organizzazioni che si dimostrano impegnate a comprendere e integrare i temi della sostenibilità nel loro business.


Ma cosa vuol dire essere un'azienda “responsabile”?


Esistono degli standard internazionali definiti per garantire la comparabilità delle prassi di ciascuna organizzazione con le performance dei competitor del settore.


La norma ISO 26000, ad esempio, definisce le linee guida internazionali sulla responsabilità sociale delle organizzazioni, fornendo indicazioni sui principi di Corporate Social Responsability (Responsabilità Sociale d’Impresa) che sono identificati attraverso sette temi cardine per la sostenibilità sociale: governance dell’organizzazione, diritti umani, rapporti e condizioni di lavoro, ambiente, prassi gestionali, aspetti specifici relativi ai consumatori, coinvolgimento e sviluppo della comunità. La norma è applicabile a tutti i tipi di organizzazioni del settore privato, pubblico e no-profit indipendentemente dalle dimensioni e localizzazioni e costituisce, ad oggi, il quadro di riferimento da seguire per la creazione di un consenso internazionale sul concetto della responsabilità sociale.

Gli Standard della Global Reporting Initiaitive (GRI) invece definiscono le linee guida riconosciute a livello globale per la redazione di reporting di sostenibilità: per un’azienda predisporre un report conforme agli standard GRI significa rappresentare in maniera strutturata gli impatti della propria attività e fornire informazioni su come questi vengono gestiti.


Nell’ultimo periodo poi si parla molto di Benefit Corporation anche dette B Corp. Si tratta di una forma giuridica di impresa nata negli Stati Uniti nel 2010 e presente in Italia dal 2016, quando è stata introdotta nella Legge di Stabilità. La Benefit Corporation nasce, come le imprese “tradizionali” con finalità di profitto ma, all’obiettivo economico, affianca anche un obiettivo di sociale: l’utile quindi non può essere solo distribuito tra i soci ma è destinato a incrementare il patrimonio da utilizzare per conseguire il fine definito nell’oggetto sociale dell’azienda.


Per diventare una Benefit Corporation certificata esiste uno strumento gratuito, il B Impact Assessment che ha l’obiettivo di misurare l’azienda rispetto a dimensioni relative alla governance aziendale, al personale, all’ambiente, ai clienti e alla comunità di riferimento. Ogni dimensione di analisi è collegata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 (per maggiori informazioni leggi anche la sezione “Normativa di toworldgreen.com) : il posizionamento dell’azienda rispetto agli obiettivi viene valutato attraverso la compilazione di un questionario e la successiva assegnazione di un punteggio. Il punteggio minimo per poter procedere con il percorso di certificazione è 80 (su 200).


Ad oggi, le B Corporation nel mondo sono più di 3000. L'italia è la comunità con la crescita più veloce in Europa: hanno ottenuto la certificazione più di 80 aziende, dislocate principalmente nel Nord Italia.


In sintesi, il primo passo che ciascuna azienda è tenuta a fare per integrare i temi della sostenibilità nel proprio business consiste nel dotarsi di una mappatura dello stato attuale delle sue prestazioni. Partendo da questa analisi l’azienda potrà identificare e pianificazione le azioni per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità che non rappresentano solo un mero adempimento ma sono a tutti gli effetti una leva strategica in grado di guidare il successo aziendale.


Diventa sempre più evidente che coordinare il progresso socio-ambientale con lo sviluppo economico- finanziario è un’opportunità di valore condiviso da cogliere e, presto, grazie alla spinta del regolatore europeo da un lato e alla consapevolezza di noi consumatori dall’altro, diventerà una realtà.

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