Cerca

Riutilizza, ripara, ricicla: l’economia circolare parte dal consumatore.


Al momento la produzione dei materiali che utilizziamo ogni giorno è responsabile del 45% delle emissioni di CO2.


Anche per questo il 10 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha votato per la risoluzione del nuovo piano d’azione per l’economia circolare, "A new Circular Economy Action Plan For a cleaner and more competitive Europe", che fa parte del più ampio ventaglio di obiettivi e iniziative relative al primo piano europeo sul clima, European Green Deal.


Secondo quanto riportato dal Parlamento Europeo in un’analisi dedicata dell’European Parliamentary Research Service (che fornisce in maniera sintetica e ben strutturata informazioni sulla transizione verso l’economia circolare e la gestione dei rifiuti) l’economia circolare è un modello di produzione e consumo che prevede il riutilizzo, le riparazione e il riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile: si basa quindi sul valore di quelli che secondo il modello economico tradizionale, cosiddetto “lineare”, sono rifiuti.


Il piano d'azione per una nuova economia circolare include proposte sulla progettazione di prodotti più sostenibili, sulla riduzione dei rifiuti e sull’assegnazione di più ampie responsabilità ai cittadini dell’Unione Europea.


Un esempio significativo ma non molto conosciuto è il cosiddetto Right to Repairossia un disegno di legge che stabilisce l’obbligo per i produttori di rispettare criteri di progettazione e montaggio tali da consentire di riparare i prodotti in maniera semplice, anche dall’utente stesso, e di distribuire parti di ricambio e istruzione per la riparazione.


Non è difficile immaginare la tensione che si è generata tra le istituzioni e le aziende che insistono sulla tutela del copyright e del segreto industriale.


Il tema riguarda direttamente il principio dell’obsolescenza programmata ossia il processo con cui le aziende di produzione esortano i consumatori ad acquistare e sostituire, in modo accelerato, nuovi prodotti: vi dice qualcosa il cellulare sempre scarico?


Negli ultimi anni in USA e in Europa sono nati diversi movimenti contro l’obsolescenza programmata: un bell’esempio è quello della Repair Cafè Foundation, presente in 36 paesi del mondo (tra i quali al momento non è presente l’Italia), nato dall’idea della giornalista Martine Postma che nel 2019 ha organizzato in un teatro di Amsterdam il primo evento repair.

Oggi gli eventi della Fondazione, finanziata con donazioni di privati, sono ospitati da biblioteche, associazioni o fondazioni dove vengono messe a disposizione postazioni di lavoro, ferri del mestiere, manuali e competenze. E’ inoltre disponibile un portale web, che fornisce un kit di inizio attività, disponibile in sette lingue.


Un caso imprenditoriale invece è quello di GameStop, azienda nota per la vendita di videogiochi, che recupera e ripara consolle come PlayStation e Xbox (per le quali non vengono forniti manuali di riparazione).

GameStop ha adottato la tecnica del reverse-engineering, smontando e analizzando ogni singolo elemento delle consolle e ricostruendo a ritroso la produzione di questi oggetti.

Anche grazie a questa attività l’azienda è riuscita a mantenere un forte posizionamento nel settore del gaming.


L’estensione della responsabilità del produttore avrà un ruolo determinante per la transizione verso l’economia circolare e l’attenzione delle istituzioni europee e dei singoli consumatori sul tema segnerà un nuovo passo verso un’Europa sempre più green.

78 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti